Giornalismo politico, primi passi verso la libertà

Giornalismo politico, primi passi verso la libertà. Il giornalismo incentrato sul tema politico si può collocare dopo la caduta di Napoleone, quando in Francia, nella prima metà dell’Ottocento ci furono momenti di stabilità e al contempo di repressione. Non ci fu una totale repressione della libertà di stampa e di espressione, bensì una certa limitazione. Una nuova legislazione che regolamentava il settore in questione, entrò in vigore nel 1819. Ad esempio ci fu l’introduzione di una nuova figura: “il direttore responsabile”. Egli aveva il compito di essere un garante tra l’editore e il governo. Inoltre, il quadro giuridico legittimava la libertà di esprimersi mediante la carta stampata, ma ciò che era punibile era l’abuso. In altre parole, il reato consisteva nella calunnia, nella diffamazione, ma anche nelle affermazioni che potevano essere offensive contro le leggi dello Stato, la morale, l’etica e l’ordine costituito. Inoltre, era vietato fomentare l’odio tra le classi.

Una nuova spinta nel campo giornalistico politico ci fu con l’aggiornamento delle tecnologie e la scoperta di nuove tecniche, che permettevano di aprire l’epoca della stampa di massa. Anche l’evoluzione dei trasporti ha giocato un ruolo importante, creando mutazioni profonde nella velocità delle informazioni, che di conseguenza permise una maggiore diffusione delle notizie.

Nel 1835 fece la sua prima comparsa “Havas”, l’agenzia giornalistica francese, nata appunto a Parigi, che raccoglieva tutte le notizie in circolazione per rivenderle ai giornali come fosse una vera e propria merce. Anche nell’ambito stilistico si verificarono dei cambiamenti in quanto la scrittura divenne più asciutta e referenziale, concreta e chiara. Così al termine dell’Ottocento, si affermò definitivamente lo stile del giornalismo politico.

Anche l’imprenditoria prese piede nello stesso periodo, reso infatti, possibile dallo sviluppo economico e sociale. Molte testate si affermarono nella società, sostenendo diverse correnti politiche. Contestualmente nacquero le prime riviste tematiche, dedicate alla moda e alle donne. Prese forma un nuovo progetto editoriale, pensato dal giornalista De Girardin  con “La Press”, un giornale rivolto al pubblico di massa, con una politica di vendita a basso prezzo e dove la pubblicità riuscì a coprire gran parte delle spese. Fu un giornale deliberatamente commerciale.

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