Igor’ Fëdorovic Stravinskij e la suprema arte della musica

Igor’ Fëdorovic Stravinskij, compositore russo decisamente apprezzato, vissuto dal 1882 al 1971, dallo stile musicale, per gran parte neoclassico. La popolarità la raggiunse grazie ai tre balletti russi più famosi del suo repertorio quali “L’uccello di fuoco”, “Petruska” e “La sagra della primavera”.  Ulteriore fama riuscì ad ottenerla come pianista e direttore d’orchestra. Inoltre, scrisse due saggi importanti di filosofia musicale. Nei testi esponeva la sua visione relativamente alla musica, intesa come suprema arte dinamica. Igor’ Fëdorovic Stravinskij affermava che, appunto avendo natura dinamica, non può avere dei canoni prestabiliti. In altre parole “la musica è incapace di esprimere niente altro che se stessa”. Sotto quest’ottica si può intendere il suo radicale antiwagnerismo.

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Igor’ Fëdorovic Stravinskij partì per la Francia nel 1910, dirigendosi a Parigi. Durante il soggiorno compose i suoi balletti più famosi. Il compositore era sposato con sua cugina Katerina Nossenko, ma aveva anche una grande fama di donnaiolo. Il legame sentimentale più importante fu, senza dubbio con la sua seconda moglie Vera de Bosset . I due amanti fuggirono a New York nel 1940. Divenne nel tempo, un uomo di mondo grazie ai numerosi lavori acquisiti come pianista e direttore d’orchestra. Coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, hanno affermato che si trattava di una persona servizievole, cortese e molto gentile. La prospettiva musicale di Stravinskij era ampia e multiforme. Toccava ogni genere, dal folklore russo, autori classici, liturgia latina, letteratura inglese, fino alla poesia medievale.  La sua carriera può essere riassunta in quattro periodi: russo, fauvista, neoclassico e dodecafonico o seriale.

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Il periodo russo riguarda la sua giovinezza, quando cominciò ad avvicinarsi alla musica all’età di ventitré anni, diventando allievo di Rimskij Korsakov. Il momento fauvista è quello dove il compositore si accosta alla mitologia russa iniziando con la partitura de “L’uccello di fuoco”. Successivamente compose “Le sacre du printemps” che venne definito scandaloso. Nel balletto si metteva in scena un rito pagano di inizio primavera della Russia antica. Una giovane donna veniva scelta per ballare fino a morire di sfinimento. Era un sacrificio offerto agli dei. La ritmica era ossessiva. Il periodo neoclassico, dal 1920 al 1951, è segnato da due opere “Pulcinella” e L’Ottetto”. Anche se tutti gli altri lavori ebbero sempre una caratteristica unica che le distingueva. Raggiunto il limite in questo stile, Igor’ Fëdorovic Stravinskij capì che doveva mutare radicalmente genere. Abbracciò così il serialismo weberniano della scuola di Vienna.  L’ultima parte della sua vita è stata dedicata al momento dodecafonico o seriale. Dopo il 1951 cominciò ad utilizzare la tecnica della dodecafonia. Si tratta di uno stile che contiene sperimentazioni ritmiche e svolazzi armonici. Mentre nel serialismo, Stravinskij ritrova il rigore e il recupero delle antiche forme rinascimentali.

Le Sacre du printemps – Igor’ Fëdorovič Stravinskij

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