“L’esclusiva forza dell’amore”

amore

“L’esclusiva forza dell’amore”

Il pettine blu, passava tra i capelli bruni. Lei si muoveva incantevole, mentre le ciocche danzavano, rincorrendosi come i fiocchi di neve che fuori, nell’aria invernale, atterravano al suolo. Un profumo di rose, lo stesso che si sente nei prati in primavera, invadeva il luogo, dandogli un senso di quiete. Il silenzio cullava i suoi pensieri che dolcemente prendevano corpo nella mente e le immagini si definivano con i colori più ardenti.

Ad un tratto, un suono sordo subentrò nella tranquillità del momento. Un suono lento, proveniva dalla finestra che dava sulla distesa di paesaggio cittadino, ormai abbondantemente imbiancato. Il suo volto si girò verso la tenda rosea ed il leggero tintinnio continuò. Un timore l’assalì. Ma il coraggio infine, le fece cambiare idea e si avvicinò per scoprirvi cosa si celava dietro la finestra.

Scostò la tenda, il suo viso si riempì di stupore; non si aspettava di certo un uomo appoggiato al davanzale e vestito di celeste acceso. Biondi e dorati erano i suoi capelli; mentre gli occhi incantarono quelli di lei. Gli occhi venuti dal cielo e verdi come un germoglio che spunta dal seme, la fissavano dolcemente. E con purezza parlò con la voce di un fanciullo:

<< Aprimi. Ho con me i baci del tuo Amore >>

Lei aprì senza paura all’angelo divino. Il gelo investì le sue gote rosse, facendole provare un brivido intenso. Egli le porse la mano chiusa a pugno. Poi la schiuse lentamente e dal palmo uscì il vento: una leggera brezza d’agosto, calda e soffice, le sfiorò il viso baciandola teneramente, girò a spirale sul suo corpo e infine l’assopì, facendole passare la notte nel tenero amore dei suoi baci. E le lacrime di gioia le rigavano le guance.

La notte successiva, attendeva ancora l’angelo divino. Lei pregava che arrivasse a portar notizie del suo amato. Fremeva nell’attesa, mentre le nubi sovrastavano il cielo, oscurando anche la luna sfolgorante. Chiuse gli occhi e quando li riaprì, il messaggero era tornato e le disse con voce di un giovinetto:

<< Aprimi. Ho con me la luce del tuo amore >>

Aprì. Il buio investì gli occhi della donna, facendole provare un’apprensione innaturale. Egli le porse la mano chiusa a pugno. Poi la schiuse lentamente e dal palmo uscirono le stelle: illuminarono tutta la cameretta e il suo cuore batteva impazzito dalla passione. Un sorriso si estese sul volto e infine l’assopì nel sonno incantevole del riposo.

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La notte dopo, aspettava con ansia ancora la venuta dell’angelo. Attendeva alla finestra e poi si allontanava e subito vi ritornava. Il fremere delle sue movenze scaturiva il tormento che l’angelo non sarebbe tornato. La solitudine dei suoi pensieri cresceva silenziosa. Si accostò quindi alla finestra e mentre chiuse gli occhi per chiamarlo, il messaggero era già lì e le disse con voce da bimbo:

<< Aprimi. Ho con me le parole del tuo Amore >>

Lei aprì nuovamente al suo Angelo. Il silenzio investì la donna solitaria, facendole provare un senso di distacco. Egli le porse la mano chiusa a pugno. Poi la schiuse lentamente e dal palmo uscirono le parole: dolci e soavi come una musica che possiede una melodia infinitamente immensa e trionfante. La bellezza di quel canto era inesauribilmente grande. Erano le parole di un’amore segreto e nascosto, racchiuso in un cuore magicamente innamorato. Infine si assopì, come tutte le notti con la compagnia di quella poesia.

La notte ancora dopo, lei aspettava con vivo desiderio. Infatti, l’angelo si palesò innanzi a lei, lucente come lo era sempre stato, ma ancor di più, portava con sé correnti di letizia abbaglianti e trascendentali. Ed ancora una volta, il messaggero le disse con la voce di un fanciullo:

<< Aprimi. Ho con me la vita del tuo Amore >>

Lei aprì senza paura all’uomo appartenente a Dio. Egli le porse la mano chiusa a pugno. Poi la schiuse lentamente e dal palmo uscì la Morte che le disse: << Il tuo amore mi ha chiesto di donarti la cosa più preziosa che aveva. Ecco ti dono la sua vita >>.

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