Meditazione, amplificare la forza interiore

Meditazione

Meditazione come pratica rafforzativa e autodisciplina. Vorrei perdermi e ritrovarmi rinnovata nella mia persona, nelle mie abitudini e nella quotidianità. Vorrei migliorare il mio modo di essere, di comportarmi. Vorrei esternare più sicurezza nelle mansioni che svolgo o davanti alle persone che contano. I risultati ci sono, gli altri si accorgono di me, mi apprezzano, mi chiamano, desiderano la mia presenza. Ma a me non basta. Sono io che non mi accetto così come sono perché da me pretendo di più. Perché so che posso avere di più. Vi siete mai accorti che quando siete intenti a svolgere una mansione che sia mentale, manuale o fisica, non siete mai arrivati al 100% delle vostre capacità? Probabilmente siete giunti semplicemente al 48%. Possiamo sempre fare qualcosa di più e portare le nostre forze al massimo. Dobbiamo solo trovare il nostro sistema personale per arrivarci.

Ultimamente, leggendo qualche rivista su vari argomenti, mi sono imbattuta sulla pratica della meditazione, che personalmente vorrei provare per esplorare le mie stanze introspettive. Sono curiosa di capire se questa disciplina possa funzionare con me, per migliorare molti aspetti della vita quotidiana. La pratica ha lo scopo di raggiungere una maggiore padronanza delle attività mentali, per trovare pace e ordine di pensieri. La concentrazione e l’attenzione sono le due concezioni importanti per iniziare la meditazione che porterà, secondo il pensiero filosofico, al miglioramento delle condizioni psicofisiche. Ora non mi resta che cominciare.

Meditazione 2

La pratica della meditazione compare sotto diverse forme in tutte le principali tradizioni religiose e non solo. Il primo riferimento storico si trova nelle Upanisad, le sacre scritture induiste del VII secolo. Nell’ambito della psicologia, è definito come uno stato della persona, ottenuto grazie alla concentrazione volontaria verso un determinato oggetto o per assenza di pensieri.

Nella disciplina dello yoga, la pratica andrebbe a favorire l’esperienza dell’illuminazione. Si tratta di una visione più chiara e superiore delle cose, una sorta di rivelazione. Il primo beneficio che si prova è il silenzio mentale. Parliamo dell’eliminazione di quel fastidioso chiacchiericcio di sottofondo. Anche la meditazione trascendentale è funzionale, in quanto si basa sulla ripetizione mentale di un mantra. Personalmente, ho trovato quest’ultima pratica efficace, nella religione cattolica nel recitare i misteri del rosario.

Anche la scienza si è interessata alla meditazione grazie al dottor James Austin, neuropsicologo dell’università del Colorado che ha dimostrato i cambiamenti nelle connessione nervose con risonanze magnetiche funzionali sull’attività del cervello. Inoltre, hanno trovato riscontri sul miglioramento delle condizioni di vita per attenuazione della depressione, rafforzamento delle difese immunitarie, abbassamento dei livelli di rabbia, ansia e fatica.

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